25 Maggio 2010 Corpi e Confini

Chignola

1. La sociologia nasce contemporaneamente alla fotografia.  Fotografia mossa nel senso che le dinamiche che si tenta di sussumere una mobilità irriducibile.

Migranti nella tempesta: non si possono usare categorie in forma lineare. Gli stessi processi e dinamiche di libertà che hanno forme rizomatiche.

Le migrazioni non hanno una dinamica lineare sud-nord.  Le migrazioni non si dispongono in modo lineare. Vi sono molteplici centri e molteplici direzioni.

2. Smontare l’idea che la crisi riduca i flussi migratori. Se il nord rappresenta la ricchezza ed il sud la povertà,  al tempo della crisi del nord non dovrebbero sussistere le ragioni delle migrazioni. Ma le migrazioni sono circolari, a spirale, non lineari e complesse. Ragionare sui dispositivi di cattura.

3. Chi è il cittadino? (problema dell’entità nazionale, i latin kings, entità tras-nazionale) La cittadinanza del nostro tempo è uno spazio di contesa.  Soggetti autorizzati e non riconosciuti (cittadini e che non sono riconosciuti  de facto a causa della precarizzazione del lavoro); altre figure inquietano (soggetti non autorizzati, migranti, sans papiers, ma contribuenti alla ricchezza del paese nel quale essi si trovano).  I migranti sono paradigmatici: non hanno alcun interesse a fissarsi in un luogo (come i precari). Si tratta del paradigma nomadico. Mobilità, progetti di vita da un lato e dispositivi di cattura dei corpi e dei desideri (macchine di cattura binaria). (Domanda: che cos’è un apolide? vedi Nietzsche. A che serve dirsi italiani? Come si può fondare un’identità? Si tratta di creare identità transitorie e variabili? L’identità è mantenuta a livello politico come dispositivo di cattura. Lo stato e la legge è sempre in ritardo rispetto al movimento del pensiero.)

4.  Governance: categoria della democrazia non rappresentativa. I corpi devo essere concepiti come diceva Foucault.  I dispositivi di cattura sono rivolti a flussi di migrazione ed a singoli.  La nostra epoca vede la politica e le istituzioni come de-legittimate. Processi di politica post-rappresentativa.

5. Provare a pensare la caduta del concetto di cittadinanza (ad. es. il fatto che la cittadinanza sia sancita dalla polizia).  Dalla polizia vengono fatti dipendere leggi fondamentale.

6. Diritto di avere diritti: right to stay,  preservare la connotazione dei diritti come non-rappresentativi.

Mezzadra

Tre punti, interesse per la discussione 1. Interesse per l’autoformazione che dovrebbero differenziarsi dal modello di lezione universitaria che prevedere una cattedra e gli studenti dall’altro lato; 2. Interesse per i temi, cioè migrazioni e cittadinanza. Si è alla ricerca di un nuovo modello col quale avviare un nuovo ciclo di riflessione teorica, di ricerca ed inchiesta e di pratiche politiche.

1. Autonomia delle migrazioni: il termine ha incominciato a girare in Europa circa 10 anni fa. Ricercatori ed attivisti (Europa, India, America latina, Francia…). Questa è un ipotesi di ricerca: un’idea in grado di produrre ed incitare  nuove interpretazioni.  Non si tratta di una teoria sistematica in grado di sussumere tutti i fatti delle migrazioni.  Il termine autonomia pone non pochi problemi: in Europa, in Italia e a Padova indica uno slogan (autonomia operaia nd.). Vi è poi un problema più sottile, cioè l’immagine liberale della soggettività (17 secolo, Europa). La parola “autonomia” indica la critica allo stabilimento del soggetto autonomo, kantiano,  lokiano. (autonomia, cioè la facoltà di donarsi una legge, una regola; vedere il discorso di Canghilem, cioè normalità come facoltà di essere normativo).

Discussione dell’immagine idraulica dei moti migratori e sue conseguenze politiche. “Le immagini prendono posizione” (Barthes?), sia le immagini teoriche, che le immagini fotografiche. Rovesciare lo sguardo: mostrare i comportamenti, i desideri e le aspettative dei migranti. La stessa cosa vale per la costruzione delle pratiche politiche attorno a questi fenomeni. Le grandi lotti hanno materializzato il protagonismo prima dei possibili discorsi teorici. Nelle analisi della cittadinanza si insiste sulle pratiche soggettive della cittadinanza.

1993, prima manifestazione di migranti: cioè l’aspetto reale della questione ha prodotto.

L’opinione pubblica è stata spiazzata da un intervista, cioè un “atto di cittadinanza”.

Si insiste non sul fatto che i migranti vogliano/devono ritornare cittadini. (problema dello Stato). I migranti non vogliono essere cittadini, ma essere considerati come tali.

Es. movimento del sans-papiers, i latinos: attorno a tutti questi movimenti si è prodotta l’alternativa fra l’inquadramento (logica binaria) e il riconoscimento delle pratiche.

Il concetto di integrazione fa parte della logica dei sistemi di cattura: il problema è che questo concetto ci fa guardare ai migranti come alla creazione di strutture di accoglienza.

L’altro sguardo è quello che pone in primo piano le pratiche singolari della produzione di pratiche, desideri e bisogni.  (problema dell’appartenenza d un gruppo. Quale gruppo? Lo stato? Una religione, un lavoro?)

Eccedenza: Le migrazioni esibiscono un’eccedenza rispetto alle leggi della domanda e dell’offerta di lavoro. Questo concetto si presta alla descrizione di ciò che accade ora? Anche in rapporto alle questioni dell’Università e dell’educazione. Le riforme (Bologna process) producono una distruzione delle pratiche che producono il sapere. Si distruggono delle eccedenze.

I migranti perdono il lavoro – perdono con esso il permesso di soggiorno – vengono espulsi come eccedenze (si espelle una quota significativa di disoccupazione). Ciò che succede e che la maggior parte dei migranti non vogliono andarsene.

2. Rapporto fra autonomia delle migrazioni e dinamica storica del capitalismo

3. Uscire dall’esclusione binaria di inclusione ed esclusione

Risposte

Ai migranti sono richieste delle performazioni  di cittadinanza più elevate rispetto a quelle che sono richieste ad un cittadino “autoctono”.

Velo: contrastare in modo inflessibile le retoriche dei procedimenti legislativi. D’altra parte non chiudere gli occhi nei confronti dei procedimenti legislativi.

Produzione di differenze – sistema capitalistico: testi inglesi sulle migrazioni, studi culturali e post-colonaili e dall’altro una teoria economia di stampo marxista. I primi approcci producono un’immagine positiva delle migrazioni; dall’altra parte le teorie economiche producono un’immagine negativa perché insistono sullo sfruttamento. L’autonomia della migrazione è generalmente associata al primo modello. Il discorso di Mezzadra è posto fra le due posizioni: ciò che si tenta di fare è di pensare lo sfruttamento dal punto di vista della produzione di soggettività, lo sfruttamento non è solo una categoria economicistica. Lo sfruttamento comprende l’insieme delle dimensioni che conivonglono il sociale.

Lo sfruttamento, nel marxismo, è collegato al concetto di forza-lavoro. Questo concetto si presta ad  una definizione economici sita. Forza lavoro: attitudini fisiche,  fisiologiche, psicologiche sono presenti in un corpo. La forza-lavoro, definita a quello livello generale, fa riferimento al piano della potenza, non ad un atto,  ma a qualcosa che esiste in potenza. La forza-lavoro non è un concetto economico, ma filosofico. La produzione della soggettività: Es.  L’india è uno stato federale (pluralità degli stati), il Bengala occidentale ha come capitale Calcutta. I comunisti bengalesi occidentali, che sono andati al potere dopo aver massacrato i maoisti, negli ultimi anno si sono rivolti alla Cina. Hanno favorito l’apertura di una zona economica speciale (tracciare i confini, espropriare i proprietari delle terre). Per fare questo il partito comunista bengalese ha usato una legge colonialista.

Tre abitanti del territorio espropriato erano vissuti, prima dell’esproprio, avevano vissuto con un economia di sussistenza. Cosa fanno? Migrano e vanno a Calcutta (capitale con milioni di persone).

Queste tre persone sono costrette ad usare la loro forza-lavoro per campare. Uno è un uomo, la seconda è una donna e la terza è una donna facente parte di una popolazione tribale. La loro differenza iscrive nei loro corpi il loro destino (insieme di differenze che definiscono il loro modo di rapportarsi alla forza-lavoro).

Problema nazionale/sovranazionale:  Comunità politiche sovranazionali (es. Mafia…) che modificano la struttura stessa dello stato nazionale. 1. Velocità di aggregazioni. 2. Cittadinanza: non definisce il soggetto migrante. Si cerca di utilizzare un linguaggio “cittadinanza”. È il linguaggio che utilizzano gli stati per parlare della rivendicazioni dei diritti.  La forma-stato è costantemente sottoposta a trasformazioni.

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