18 maggio 2010 Corpi e Generi

Negri

Tre eventi che formano la storia della filosofia:

1. Nietzsche  [vedere iconologia di Boezio, la donna come sapienza o l’amor cortese. “Se la verità è donna…] 2. Freud 3. Antropologia culturale.[studio di altre società, vedi M. Mead] Tre eventi che contribuiscono alla distruzione del soggetto cartesiano.  Un soggetto che come tale si pone come unico, assoluto e a-storico e privo di una sua genealogia.

Cartesio discute con Cristina di Svezia della soggettività e attraverso questo dialogo, egli mette in crisi il suo sistema (trattato sulle passioni) [vedere dialogo Harndt- Heidegger]. Il soggetto che mette da parte il corpo.

Infinito Singolare: il soggetto maschile (adulto, bianco) è la coscienza dell’uomo come universale. L’essere donna si pone come contraddittorio alla forma maschile. Non v’è una specificità del femminile.

Il problema è una norma che si costituisce come oggettività assoluta. La questione femminile contribuisce a sporcare la coscienza maschile. La donna non entra come universale, entra come eccezione dell’universale.

Filosofia antica: Santippe, Diotima, Hipatia. Diotima non parla, ma viene riferito ciò che ella ha detto. Peraltro ella non parla di questioni teoretiche, ma dell’amore.

Il femminile e il mondo greco: messa in evidenza del fatto che nel mondo greco vi sia una esclusione programmatica dalla civitas, relegata a ruolo di madre, educatrice. Vi è una femminilizzazione del maschile. Il femminile, come capacità di creazione, viene reintrodotto all’interno della creazione del pensiero (Socrate come figlio di un’ostetrica). Il maschile è caratterizzato dalla facoltà di pensare (per Aristotile). V’è un processo di esclusione/appropriazione.

Il femminile negato: A. Cavarero studia Hannah Arendt. Il pensiero maschile (identico, uguale). Polemos, categoria di lotta, ripetizione dell’identità. Esalazione di un prototipo della virilità. H.H. è la filosofa che primariamente ripropone la categoria della nascita (Il problema dell’amore in St. Agostino). Ogni nuovo soggetto è non solo votato alla morte [Heidegger] ma è votato anche alla vita.

Alla base del mondo greco ci sono dei miti fondativi (Prometeo-Epimeteo). Pandora crea confusione (vaso che contiene qualcosa di malefico). Pandora è in sé il male, in quanto portatrice.

La donna ha come mito fondativo il vaso contenente i mali del mondo [la donna come portatrice di una differenza che rompe la ripetizione dell’identità]. La razza umana prima di Pandora era costituita da solo uomini (o androgini), era immortale; dunque a seguito porta il male. L’espulso diventa origine della sua stessa espulsione. La potenza creativa, propria del femmineo, ritorna nel processo filosofico [Vedi Nietzsche, l’eterno femmineo].

Il pensiero della differenza (Levinas, Deleuze, Foucaut, Derridda): interrogazione sulla questione della soglia. Hélne Cixtius, Kristeva: confronto fra due posizioni.

Esiste una filosofia femminista (o femminile), è esistito un movimento (1960/70) Virginia Woolf, S. de Beauvoir, Weil, Salomé. Filoni interpretativi: questioni di genere (dispositivo di interpretazione che è molto utile per dar senso ad una serie di differenze che altrimenti potrebbe non essere chiare). Essere X, essere X in una società, religione, comunità, ecc…

Donne/Filosofia: problema dell’esclusione. Cosa c’è di esclusivamente femminile nel pensiero? (la domanda è malposta). Arricchire l’interpretazione dei filosofi (es Nietzsche, Lou).

R. Braidotti, Dissonanze: Deleuze, Foucault. Presenza di schemi di pensiero arretrati, potenzialità di scardinare le posizioni consolidate.

S. Weil: problema nella definizione. Problema della modalità tipica della scrittura al femminile. Dove si mette. Non si riesce a mettere in una categoria di genere.

Chemotti

DVD su donne e politica. Problemi di riconoscimento delle scrittici. S. Aleramo. Perché è importate parlare di una letteratura di genre: perché c’è una diversità nella scrittura. Nel momento in cui una donna si mette a scrivere testimonia. La scrittura delle donne è ab origine, cioè comincia a parlare da una voce che si contrappone alla tradizione letteraria maschile. La scrittura delle donne nasce come scrittura privata. I diari delle donne mostrano un’altra visione della storia. La donna produce un discorso che parte dall’autobiografico, ma si inserisce all’interno del discorso storico.

Grandi personalità. 1929 V. Woolf: definizione che rimarca sulla diversità. Dalla propria vita come centro si estende ad una letteratura più ampia. Esiste una scrittura femminile (ripartita equamente fra i vari generi) che è molto più ampia di ciò che riportano i manuali.

Come capire l’originalità stilistica? La scrittura delle donne è deviante dal modello del romanzo maschile. Il punto di vista stilistico è diverso (non rispetta il canone). La scrittrice dà voce, ex-prime.

La scrittura femminile compone in modo irrelato l’altra faccia della storia.

La scrittura femminile non solo svela, ma ri-vela, è in grado di dare la vita. Fra ‘800 e ‘900, tre cause epocali: 1. Questione sociale, 2. Tecnologica e 3. Femminile (imparare a scrivere, entra nel lavoro).

Ibsen, casa di bambola: essere persona prima di essere donna e madre.

1906, Sibilla Aleramo. Una donna: tutte attingono a questa scrittrice. Rina Faccio è piemontese. Figlia di borghesia laica, il padre ha una fabbrica, si trasferisce a Milano e poi in Sud Italia. Lei ed i suoi fratelli seguono il padre nelle sue peregrinazioni. Si sposa giovanissima con l’uomo che l’aveva stuprata e abbandona la famiglia nel 1901; non rivedrà il figlio se non dopo 30 anni. Riceve un’eredità da uno zio, ma non può accedervi, in quanto proprietà del marito.

Una donna è in parte il racconto di questa storia. Il titolo ha un articolo indeterminativo, dunque si cerca l’universalità. Poi cambia il some, Sibilla, (conosce il destino degli altri, ma non il proprio). S. Aleramo avrà una rivisita molto importate . 1901-1906 lo pubblica con il più importate editore di quegli anni.

1. Titolo 2. Romanzo scritto in prima persona, è circolare 3. I personaggi non hanno nomi onomastici (mio padre, mio fratello, mio figlio…) i nomi codificano i ruoli. Poche descrizioni ambientali, interesse per le relazioni 4. Il protagonista è il corpo della donna. Studio dei rapporti (col patriarcato). [ruolo di auto-coscienza come auto-produzione di soggettività]. Forte presenza del padre, presenza irrilevante della madre.  Esperienza di drammatica infelicità. Il marito le confida che il padre tradisce la madre.

Il romanzo è interpretabile come romanzo di formazione? La protagonista abortisce (1901) . La protagonista urla alla nascita del figlio (ho urlato e ho avuto paura di morire). È un corpo che dice ciò che ha provato. Il figlio (che è suo) le suscita il desiderio di scrivere. Infine tenta il suicidio col laudano e quando si sveglia deve dichiarare (sorella e madre del marito) che non è stata colpa del marito.

Fra le carte della madre trova una lettera mai spedita (cioè la lettera della madre al nonno, per lei era impossibile vivere all’interno di questa famiglia). Ella scopre nelle lettere della madre non un fantasma, ma una soggettività castrata. “è come se un chirurgo svellesse da me una parte di me stessa.”

Cos’è la scrittura per una donna? 1. Impianto stilistico e strutturale 2. Insiste poco sulla femminilità 3. Non ci sono nomi, ma ruoli 4. Lo “svellersi”.

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